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Un giorno vi raccontero' il perche di questo mio blog! come sapete a tutto ce un perche?!!! forse un blog per sapere il perchè?!? qui qu approfitto per ringraziare chi mi ha insegnato,ho portato in questo mondo e se meglio dire cosi........a tutti voi dico graize....vi voglio bene...Giuliana
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Da "IL PICCOLO PRINCIPE" di Antoine de Saint-Exupery In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…." "Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…" "Sono la volpe", disse la volpe. " Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah! scusa ", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?" " C erco gli u omini", disse il piccolo principe. " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Gli uo mini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?" "No", disse il piccolo principe. " C erco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?" " E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…" " Creare dei legami?" " Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo." " Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…" "E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…" "Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe. La volpe sembrò perplessa: " Su un altro pianeta?" " Sì" " Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" " No" " Questo mi interessa! E delle galline?" " No" " Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: " La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli u omini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomin i si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…" La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: " Per favore …..addomesticami", disse. " Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose". " Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli u omini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomin i non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" " Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe. " Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. " In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…." Il piccolo principe ritornò l'indomani. " Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. " Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti". " Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe. " Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. " E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "…Piangerò". " La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…" " E' vero", disse la volpe. " Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E' certo", disse la volpe. " Ma allora che ci guadagni?" " Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". soggiunse: " Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo". "Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse. " Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. " Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe. " Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". " L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. " E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. " Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" " Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo. "<>."
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AMARE

SULL'AMORE Si chiama amore ogni superiorità, ogni capacità di comprensione, ogni capacità di sorridere nel dolore. Amore per noi stessi e per il nostro destino, affettuosa adesione ciò che l'Imperscrutabile vuole fare di noi anche quando non siamo ancora in grado di vederlo e di comprenderlo - questo è ciò a cui tendiamo. ....................... ....................... ....................... ....................... Tutti i libri del mondo non ti danno la felicità, però in segreto ti rinviano a te stesso. Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno, sole stelle luna. Perché la luce che cercavi vive dentro di te. La saggezza che hai cercato a lungo in biblioteca ora brilla in ogni foglio, perché adesso è tua.

Le piu' belle poesie si scrivono sopra le pietre, coi ginocchi piagati e le menti aguzzate dal mistero. Le piu' belle poesie si scrivono davanti a un altare vuoto, accerchiati da agenti della divina follia. Cosi', pazzo criminale qual sei, tu detti versi all'umanita', i versi della riscossa. ............ Alda Merini ............
.................... <......................... DAL DIARIO DI KUMA

DAL DIARIO DI KUMA

Anche le gocce d'acqua possono gelare prima di unirsi all'oceano il freddo clima dell'umanita' puo' lasciar galleggiare i pezzi di ghiaccio finche' un raggio di sole penetrera' la lastra gelata e l'oceano accogliera' nel suo seno le piccole gocce. Spero di poter un giorno essere un raggio di sole... ..........................
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Solo le pido a dios, que el dolor no me sea indiferente, que la reseca muerte no me encuentre, vacío y solo sin haber hecho lo suficiente. Solo le pido a dios, que lo injusto no me sea indiferente, que no me abofeteen la otra mejilla, después de que una garra me araño esta suerte. Solo le pido a dios, que la guerra no me sea indiferente, es un monstruo grande y pisa fuerte, toda la pobre inocencia de la gente, es un monstruo grande y pisa fuerte, toda la pobre inocencia de la gente. Solo le pido a dios, que el engaño no me sea indiferente, si un traidor puede mas que unos cuantos, que esos cuantos no lo olviden fácilmente. Solo le pido a dios, que el futuro no me sea indiferente, desahuciado esta el que tiene que marchar, a vivir una cultura diferente. Leon Gieco

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29 Giu 2009 
"Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!"

Admin · 248 visite · 3 commenti
08 Mag 2009 


Admin · 121 visite · Lascia un commento
07 Gen 2009 

Una lacrima nasce e cresce nei miei occhi mentre guardo la tua fotografia

Una lacrima precipita giù illuminando il mio sguardo , come stelle la notte di San Lorenzo inondano la città .

Una lacrima muore sul nascere , lei ha sofferto come me per
accettare che tu non ci sia più,

Una lacrima cade , e mentre scivola mi accarezza l ' anima come pioggia d ' estate . Una lacrima lo sa perché sto' piangendo, ,. quella sera, il tuo ultimo sguardo,i tuoi occhi sono sempre con me...vivi  con me ....

Admin · 968 visite · 3 commenti
07 Gen 2009 

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.


Admin · 1505 visite · Lascia un commento
04 Gen 2009 

Riflessione del giorno: Perchè alcune persone devono essere false, dire una cosa e farne un’altra ?
Non sarebbe più semplice essere trasparenti con se stessi e con il mondo che ci sta attorno ?
Alla fine tutti i nodi vengono al pettine e ci si ritrova in un marasma di stupide affermazioni..
La realtà e che molti parlano ma pochi fanno … E si fa prima a cercare di distruggere qualcosa piuttosto che costruirne un’altra …
E nel frattempo la vita scorre e non si conclude nulla …

L’altro giorno sistemando tra tutti i miei libri  ho trovato un foglietto con appuntata questa frase:
“Il valore di una vita non si misura da un singolo fallimento o da un singolo successo”
Questa non vuol essere una critica, ma una costatazione della vita, un errore che molti fanno, tutto senza avere rispetto di se stessi e di chi riceve, ma speso a ricevere sono persone che nn meritano quel trattamento, so che questo susciterà non poche effemazioni pungenti dal caro amico solorewind, ma la mia vuole essere una provocazione evolutiva , con la speranza che si possa vivere in un mondo migliore.
Non a caso sono sparita dal blog in questo periodo di festività,io alle feste do un significato molto particolare,spesso il silenzio è comuncazione riflessione,con la speranza che le persne vicine possano interpretare il mio  silenzio.
Nel mio silenzio ce iterpretato tutto quello che vorrei far vedere a chi ha il cuore per vedere e percepire.
Non a caso un post provocatorio, con la speranza che possa scuotere gli animi, di chi non riesce ad essere sincero con chi non merita gli inganni,essere ipocriti  con chi non merita , significa essere ingiusti prima di tutto con se stesso.
Io misento di poterlo gridare,non sono una santa , ma dono il mio cuore a chi mi rispetta, non sono mai stata falsa con le persone che non lo meritano,ma purtroppo ho ricevuto e contunuo a ricevere da chi non  dovrebbe.
Ora  e meglio concludere questo ingresso al nuovo anno con un abbraccio a tutti, e con il cuore vicino a tutti i bimbi del mondo ,loro meritano un mondo migliore ....


Admin · 1352 visite · 4 commenti
15 Dic 2008 




Varie leggende sono legate alla Stella Alpina. Una narra che, la Stella Cometa, dopo aver guidato i Re Magi, voleva trovare un posto dove posarsi. Vagò ovunque alla ricerca di un luogo adatto, ma nessuno era così affascinante da spingerla a scendere. Un giorno, guardando in basso, vide degli incantevoli prati fioriti e stupendi laghi con acqua trasparente; incantata da cotanta bellezza, scese, si posò su una roccia, si ricoprì di una bianca peluria che sembrava una pelliccia adatta a ripararla dal freddo e affondò le radici nella terra, per mai più toglierle. Da quel giorno, la Stella Cometa, fu la Stella Alpina. In un altro racconto popolare narrato dai montanari del Cervino, si dice che una fanciulla della valle aveva sposato un montanaro, che amava alla follia la montagna. Il ragazzo, andava spesso sulle alture per raccogliere dei Ginepri con i quali faceva l’omonimo liquore e per dare la caccia alle marmotte che rivendeva giù in paese per mantenere la sua famiglia. Un giorno, il giovane partì per la montagna come sempre, ma non fece mai più ritorno. La fanciulla, innamoratissima e distrutta dal dolore, dopo tre giorni partì verso il ghiacciaio alla ricerca di suo marito. Lo cercò ovunque, fin quando lo trovò morto tra due lastre di ghiaccio; nello scorgere la triste verità, la ragazza disperatissima sedette su una roccia, pianse e si lamentò per tutta la notte. All’alba, i suoi capelli e le sue ciglia,erano coperti da un velo di brina, come una peluria argentea. “Signore”, disse la giovane sposa alzando gli occhi al cielo, "Io non ho il coraggio di staccarmi da mio marito, lasciatemi qui, sulla balza di questa rupe, perché io possa vederlo sempre nel suo letto eterno di ghiaccio”. Dio, ebbe pietà della fanciulla e la trasformò nel fiore più bello e caratteristico delle Alpi, la Stella Alpina. Una leggenda Svizzera, narra che la Stella Alpina, fu una fanciulla bellissima, pura e nobile d’animo ma non incontrò mai un uomo degno di averla in sposa e morì zitella. Il suo corpo, venne trasportato sulla vetta di una montagna e trasformata in un fiore che nasce in un luogo inavvicinabile agli uomini. Questo fiore è simbolo di coraggio per via dello sprezzo del pericolo che talvolta esso richiede per essere raccolto sulle rocce.
Admin · 197 visite · Lascia un commento
01 Dic 2008 


Admin · 2113 visite · 12 commenti
08 Nov 2008 

Mille volte invano.. ti ho cercato nel cielo infinito..mille volte ho parlato al vento.. sperando che le mie parole potessero arrivare fin da te..mille volte ti ho trovato nel mio cuore..dove vivrà il tuo ricordo per sempre.. sono ricordi indimenticabili.. ricordi che colorano le mie  giornate..non sò se mi stai ascoltando..se nel silenzio infinito ti arriveranno le mie parole... sò soltanto che tutte le volte che ti cerc o tu sei sempre qui..dentro me!!! mi manchi....quest'anno sta arrivando di nuovo il mio compleanno e tu non ci sei piu!mi guardo intorno e vedo solo distruzione,spesso evito i miei stessi pensieri,troverò mai chi colmerà il vuoto,ora l'unica cosa che i rende felice è il mio lavoro,il mondo intorno invece mi ha solo deluso e distrutto il cuore,spero un giorno di trovare chi mi ami oltre le apparenze...ti voglio bene.

Admin · 1454 visite · 6 commenti

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Mentre il ventunesimo secolo è già iniziato, scopriamo che il mondo è diventato più piccolo e che i popoli della terra formano quasi una sola comunità. Ci uniscono i gravi problemi che abbiamo di fronte: la sovrappopolazione, l'esaurimento delle risorse naturali e una crisi ambientale che minaccia l'aria, l'acqua, gli alberi e il vasto numero di meravigliose forme di vita che costituiscono il reale fondamento dell'esistenza su questo piccolo pianeta che condividiamo. Io credo che per affrontare queste sfide dei nostri tempi, gli esseri umani debbano sviluppare un maggior senso di responsabilità universale. Ognuno di noi deve imparare a lavorare non solo per se stesso, per la propria famiglia o per il proprio paese, ma per il beneficio di tutta l'umanità. La responsabilità universale è la vera chiave della sopravvivenza umana. ( il XIV° Dalai Lama)







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Orizzonti





Nella stanza vuota del cielo

vivono come trattenuti

dal niente i giorni.



Noi racconteremo

favole senza finale

dove muore il giorno

il sole tramonta.



Dove nasce il sole

nascono le ombre

dietro il sipario dei giorni

i gabbiani volteggiano sulle onde

tu sei la farfalla che vola

nel silenzio d’ogni giorno per un eden



lontano.








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LA TERRA SANTA

Pensiero,io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero,dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.





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Solo un mano d'angelo
intatta di sè, del suo amore per sè,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

Alda Merini






SUL BENE E MALE

E un anziano della città disse: Parlaci del Bene e del Male.
E lui rispose:
Io posso parlare del bene che è in voi, ma non del male.
Poiché il cattivo non è che il buono torturato dalla fame e dalla sete.
In verità, quando il buono è affamato cerca cibo anche in una caverna buia e quando è assetato beve anche acqua morta.

Siete buoni quando siete in armonia con voi stessi.
Tuttavia, quando non siete una sola cosa con voi stessi, voi non siete cattivi.
Una casa divisa non è un covo di ladri, è semplicemente una casa divisa.
E una nave senza timone può errare senza meta tra isole pericolose senza fare naufragio.
Siete buoni nello sforzo di donare voi stessi,
Tuttavia non siete cattivi quando perseguite il vostro vantaggio.
Quando cercate di ottenere, non siete che una radice avvinghiata alla terra per succhiarne il seno.
Certo, il frutto non può dire alla radice: "Sii come me, maturo e pieno e sempre generoso della tua abbondanza".
Poiché come il frutto ha bisogno di dare, così la radice ha bisogno di ricevere.

Siete buoni quando la vostra parola è pienamente consapevole.
Tuttavia non siete cattivi quando nel sonno la vostra lingua vaneggia.
E anche un discorso confuso può rafforzare una debole lingua.
Siete buoni quando procedete verso la meta, decisi e con passo sicuro.
Tuttavia non siete cattivi quando vagate qua e là zoppicando.
Anche chi zoppica procede in avanti.
Ma vi è agile e forte, non zoppichi davanti allo zoppo stimandosi cortese.

Voi siete buoni in molteplici modi e non siete cattivi quando non siete buoni.
Siete soltanto pigri e indolenti.
Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.

Nel desiderio del gigante che è in voi risiede la vostra bontà, e questo è un desiderio di tutti.
In alcuni è un torrente che scorre impetuoso verso il mare, trascinando con sé i segreti delle colline e il canto delle foreste.
In altri è una corrente placida che si perde in declivi e indugia prima di raggiungere la sponda.
Ma chi desidera molto non dica a chi desidera poco: "Perché esiti e indugi?".
Poiché, in verità, chi è buono non chiede a chi è nudo: "Dov'è il tuo vestito?", né a chi è senza tetto: "Cos'è accaduto alla tua casa?".




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Vorrei donarti i miei pensieri
spargerli tra le pieghe della tua mente
perchè tu possa accarezzarli
con la tenerezza del tuo sorriso.
Vorrei regalarti i miei sguardi
fino all'ultimo sbattere di ciglia
perchè tu possa conservarli
nel tesoro profondo dei tuoi occhi.

Se solo potessi
ti darei ogni battito del mio cuore
perchè tu possa farne musica
per i tuoi giorni più tristi.

Vorrei poterti dare i miei sogni
adagiarli all'ombra dei tuoi ricordi
perchè tu possa cullarti
alla forza intensa delle mie passioni.

Ti darei l'anima
e con essa ogni parte di me
perchè tu possa perderti
nell'emozione infinita di un incanto.

( L&stat )




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SUL DOLORE

E una donna disse: Parlaci del Dolore.
E lui disse:
Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.
E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi.
E veglieresti sereni durante gli inverni del vostro dolore.
Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
E' la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio.
Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell'Invisibile,
E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.


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Solo le pido a dios,
que el dolor
no me sea indiferente,
que la reseca muerte
no me encuentre,
vacío y solo sin haber
hecho lo suficiente.

Solo le pido a dios,
que lo injusto
no me sea indiferente,
que no me abofeteen
la otra mejilla,
después de que una garra
me araño esta suerte.

Solo le pido a dios,
que la guerra
no me sea indiferente,
es un monstruo
grande y pisa fuerte,
toda la pobre
inocencia de la gente,
es un monstruo
grande y pisa fuerte,
toda la pobre
inocencia de la gente.

Solo le pido a dios,
que el engaño
no me sea indiferente,
si un traidor
puede mas que unos cuantos,
que esos cuantos
no lo olviden fácilmente.

Solo le pido a dios,
que el futuro
no me sea indiferente,
desahuciado
esta el que tiene que marchar,
a vivir una cultura diferente.
Leon Gieco





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