- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
- Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
- Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
- Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
- Che la pazienza richiede molta pratica.
- Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
- Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
- Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
- Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
- Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
- Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
- Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
- Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
- La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
- E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
- Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
- Non cercare le apparenze, possono ingannare. - Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. - Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia. - Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
- Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
- Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
- Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
- Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
-Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde. ~ Kahlil Gibran ~
Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.
Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.
Varie leggende sono legate alla Stella Alpina. Una narra che, la Stella Cometa, dopo aver guidato i Re Magi, voleva trovare un posto dove posarsi. Vagò ovunque alla ricerca di un luogo adatto, ma nessuno era così affascinante da spingerla a scendere. Un giorno, guardando in basso, vide degli incantevoli prati fioriti e stupendi laghi con acqua trasparente; incantata da cotanta bellezza, scese, si posò su una roccia, si ricoprì di una bianca peluria che sembrava una pelliccia adatta a ripararla dal freddo e affondò le radici nella terra, per mai più toglierle. Da quel giorno, la Stella Cometa, fu la Stella Alpina. In un altro racconto popolare narrato dai montanari del Cervino, si dice che una fanciulla della valle aveva sposato un montanaro, che amava alla follia la montagna. Il ragazzo, andava spesso sulle alture per raccogliere dei Ginepri con i quali faceva l’omonimo liquore e per dare la caccia alle marmotte che rivendeva giù in paese per mantenere la sua famiglia. Un giorno, il giovane partì per la montagna come sempre, ma non fece mai più ritorno. La fanciulla, innamoratissima e distrutta dal dolore, dopo tre giorni partì verso il ghiacciaio alla ricerca di suo marito. Lo cercò ovunque, fin quando lo trovò morto tra due lastre di ghiaccio; nello scorgere la triste verità, la ragazza disperatissima sedette su una roccia, pianse e si lamentò per tutta la notte. All’alba, i suoi capelli e le sue ciglia,erano coperti da un velo di brina, come una peluria argentea. “Signore”, disse la giovane sposa alzando gli occhi al cielo, "Io non ho il coraggio di staccarmi da mio marito, lasciatemi qui, sulla balza di questa rupe, perché io possa vederlo sempre nel suo letto eterno di ghiaccio”. Dio, ebbe pietà della fanciulla e la trasformò nel fiore più bello e caratteristico delle Alpi, la Stella Alpina. Una leggenda Svizzera, narra che la Stella Alpina, fu una fanciulla bellissima, pura e nobile d’animo ma non incontrò mai un uomo degno di averla in sposa e morì zitella. Il suo corpo, venne trasportato sulla vetta di una montagna e trasformata in un fiore che nasce in un luogo inavvicinabile agli uomini. Questo fiore è simbolo di coraggio per via dello sprezzo del pericolo che talvolta esso richiede per essere raccolto sulle rocce.





Mille volte invano.. ti ho cercato nel cielo infinito..mille volte ho parlato al vento.. sperando che le mie parole potessero arrivare fin da te..mille volte ti ho trovato nel mio cuore..dove vivrà il tuo ricordo per sempre.. sono ricordi indimenticabili.. ricordi che colorano le mie giornate..non sò se mi stai ascoltando..se nel silenzio infinito ti arriveranno le mie parole... sò soltanto che tutte le volte che ti cerc o tu sei sempre qui..dentro me!!! mi manchi....quest'anno sta arrivando di nuovo il mio compleanno e tu non ci sei piu!mi guardo intorno e vedo solo distruzione,spesso evito i miei stessi pensieri,troverò mai chi colmerà il vuoto,ora l'unica cosa che i rende felice è il mio lavoro,il mondo intorno invece mi ha solo deluso e distrutto il cuore,spero un giorno di trovare chi mi ami oltre le apparenze...ti voglio bene.
Cieco dalla nascita luomo seduto sulla panchina percepì la presenza umana dal calore che essa emanava. Un altro uomo infatti, silenzioso, si era avvicinato e seduto accanto a questo suo simile, che viveva nel buio senza che si vedesse.
Luomo che viveva nel buio avvertì, attraverso questo calore, la vita e provò il forte desiderio di assaporarla, parlando a questa presenza. E così ad un tratto, con voce calma e profonda domandò: Che cosè un arcobaleno? Ne ho sentito parlare molto nella mia oscurità, ma oggi mi hanno detto che è apparso: in molti me lo hanno descritto, ma io non ho capito di cosa si tratti perché non ho la percezione di ciò che chiamiamo colore. Posso comprenderlo come fenomeno fisico, ma sembra che sia molto di più di tutto questo!.
E vero rispose luomo che viveva nei colori, rendendosi conto di quanto fosse difficile descrivere qualcosa che si poteva solo immaginare, larcobaleno è meraviglioso, è molto di più di un fenomeno fisico!
Allora cominciò a parlare alluomo delle tenebre del blu descrivendogli il mare. Il mare, oh si il mare io lo conosco, ho annusato il profumo del mare in ogni stagione, lho annusato nei momenti di calma e durante la burrasca e ho sentito il suo sapore salato. So cosa intendi quando parli del colore blu.
E poi gli parlò del giallo e dellarancione, descrivendogli il sole e, con suo stupore, luomo delle tenebre, gli rispose che conosceva questi due colori, perché conosceva il calore del sole durante le tappe della sua vita diurna.
Ma ancora più grande fu la sua emozione quando, descrivendogli il colore verde, luomo gli descrisse la bellezza dellerba, di un prato, delle fronde di un albero che le sue mani attente tante volte avevano accarezzato.
Queste mani che tante volte avevano colto il rosso di una rosa o gli altri suoi sensi che avevano regalato il colore delle viole, di una strada bagnata, di un tramonto infuocato, delle nuvole trasportate dal vento.
Ora era luomo nelle tenebre che, con trasporto, spiegava cosa fosse larcobaleno e quanto bello e meraviglioso fosse questo fenomeno e quanta vita fosse racchiusa nei suoi colori. Fu così che luomo che viveva nei colori pianse perché per la prima volta nella sua vita si accorse di quanto fosse rimasto nel buio fino a quel momento.
Credo nelle cose che cambiano..
credo nell’intimità che si fa grande nel silenzio..
ho spaccato il tempo con la follia del mio cuore, ho amato ,
ho dato, ho gridato senza che nessuno sentisse la mia voce..
ho vissuto negli attimi della morte..
ho mosso i miei passi verso la vita mille volte,
mille volte sono caduta e per diecimila mi sono rialzata..
albe e tramonti hanno visto le mie lacrime scorrere lungo il mio corpo inerme…
nonostante tutto amavo la vita senza arrendermi,
amavo il tempo che scandiva le stagioni e le dipingeva di mille colori…
amavo il mare in tempesta d’inverno e mi appoggiavo alla scogliera argentata,
e li, avrei voluto poter volare a fianco dei gabbiani per essere libera dalle catene dell’odio.. tutto questo non si impara nei banchi di scuola,
non c’è maestro o professore bravo abbastanza… tutto questo si impara soffrendo,
ma io ho imparato ad amare il presente lasciando tramontare il passato,
perché i chilometri nel buio sono dietro
di me che ora guardo la luce dorata dell’amore…
Non dire mai “ti Amo” se davvero non è quello che hai dentro
Non parlare mai di sentimenti se non sono in te
Non tenere mai la mia mano se stai per spezzare il mio cuore
Non dire mai che “lo farai” se non hai intenzione di fare il primo passo
Non guardare mai nei miei occhi se tutto ciò che fai è mentire
Non dire mai “ciao” se ciò che intendi dire è “addio”
Se davvero intendi “per sempre” di che per davvero lo farai
Non dire mai “per sempre” perchè “ per sempre”
mi farà piangere
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
P.NERUDA
… quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siedi ed aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta ed aspetta ancora. Stai fermo, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va'... dove lui ti porta.
Da "Va dove ti porta il cuore" di Susanna Tamaro
Gli spiriti che hanno meritato il Paradiso sono divisi in sette cieli - della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno- ciascuno dei quali è governato da un pianeta, che infonde negli uomini una particolare virtù o qualità. Il terzo cielo è dominato da Venere, che dona la tendenza all'amore. I beati di questo cielo appaiono a Dante come luci che danzano e cantano Osanna, muovendosi a velocità diverse a seconda del grado dell'intensità della loro visione di Dio. Par. VIII, 19-21: "Vid'io in essa luce altre lucerne/ muoversi in giro più e men correnti,/ a modo, credo, di lor viste interne".
L'amore terreno può essere inteso almeno in due modi, uno appartenente alla sfera pubblica, l'altro alla dimensione intima.
Amore può essere passione politica, dedizione nei confronti dei propri sudditi, capacità di persuasione nell'esprimere i propri ideali (non a caso la retorica è l'arte associata ai venusiani). Tutte doti che accomunano gli uomini politici più carismatici e che in questo cielo di Venere sono impersonate da Carlo Martello, figlio di Carlo II d'Angiò, morto a soli 24 anni, ed ammirato da Dante, che lo conobbe a Firenze e che lo avrebbe visto volentieri come sovrano di Napoli, al posto del fratello Roberto.
Ma amore può essere anche capacità di instaurare legami stretti con le persone che entrano nella propria vita, desiderio di farsi amare, ma soprattutto di meritare l'amore degli altri, grazie non solo alla dedizione verso chi si ama, ma anche a quella serenità, a quella accettazione di sé, che suscita più facilmente l'ammirazione altrui. Tali sono le qualità di Cunizza da Romano, sorella di Ezzelino II, tiranno della Marca Trevigiana, già incontrato tra i violenti nel VII cerchio dell'Inferno (Inf. XII).
Avanzando tra le altre lucerne, questo spirito amante si avvicina a Dante con "deliberata seduttività": così infatti Vittorio Sermonti interpreta i versi "Ed ecco un altro di quelli splendori/ ver me si fece, e 'l suo voler piacermi/ significava nel chiarir di fori" (Par. IX 13-15).
Questa dama di corte, da alcuni accusata, forse per invidia, di "costumi scandalosi", è invece descritta da alcuni commentatore antichi, come "veramente figlia di Venere, perché sempre vaga di amori; ma al tempo stesso pia, benigna, misericordiosa, piena di pietà per i miseri" (Benvenuti).
Ma, soprattutto, quel che piace di lei è la serenità, l'autoironia quasi, con la quale si presenta a Dante, ribadendo con forza il proprio temperamento passionale, influenzato da Venere, "lo bel pianeto che d'amar conforta" (Purg. I, 19).
Cunizza fui chiamata, e qui refulgo
perché mi vinse il lume d'esta stella;
ma lietamente a me medesma indulgo
la cagion di mia sorte, e non mi noia,
che parrìa forse forte al vostro vulgo.
(Paradiso, canto IX, vv. 32-36)
Compiaciuta di sé e noncurante delle voci del volgo, di chi considera "forte", eccessivo il suo comportamento, Cunizza merita la beatitudine proprio in virtù di quella sua capacità di trasformare la passione in carità, in generosità verso gli altri, ma anche per quell' "indulgere lietamente a se medesima", per quell'amare senza riserve, per quell'accettare la propria natura o sorte, come un dono divino.
E poiché, come sostengono Sermonti, Cacciari e i più grandi critici di Dante, Dio non è certo bigotto, la giustizia celeste le perdona i tanti amori, perché ella stessa è pronta a "perdonarsi" e ad accettarsi.
Questo la rende degna del Paradiso, le cui porte restano invece, seppur con dolore e commozione di Dante e di ogni suo lettore, inesorabilmente chiuse per Francesca da Rimini. Forse perché, lungi dall'assumersi la responsabilità della sua attrazione nei confronti di Paolo, l'anima lussuriosa non fa altro che scaricare la colpa su "Amor ch'a nullo amato amar perdona" o sul "libro che fu galeotto" (Inferno, canto V). E la tempesta che la travolge è il simbolo di quell'annullamento della sua volontà e del suo libero arbitrio di fronte alla passione.




Sognai una zattera, amore, alla riva dell’orizzonte, rigare sospesa sull’acqua pacata, imbrunita, appena incurvata o ingobbita da flussi incostanti e lenti, lentissimi sai?
Sulla zattera c’erano dei volti incuranti di divine figure sovra pensiero. Chi distesi, chi seduti adagiati, chi ritti appoggiati agli scettri lucenti d’oro e d’avorio che indossavano steli opache e calzari d’acero dalla stringhe intrecciate.
E i capelli, come manti intarsiati, impreziositi e arrampicanti che ricadevano all’ombra di complesse composizioni barocche, ritte sui capi marmorei di stupenda fattura. Lineamenti sfocati e colori detersi tra i pallori di sospiri e afflati.
Essi stavano silenziosi e affranti, imperavano dall’alto dei loro colli pesantemente poggiati in sguardi antichi e restavano cullati sulla zattera avanzante, poco smossi, per nulla accortisi dell’immenso oceano sottostante.
E sai, una di loro, ad un tratto, silenziosamente mesta, si accostò una mano al volto e raccolse una lacrima, rigata. E si voltò verso il bordo. Fece pendere la mano suadente ad un gemito dalla superficie e poi la immerse unicamente in punta, lì dove aveva raccolto la lacrima.
Così le due essenze si mestarono e l’una deterse l’altra lasciando che gli effluvi dei loro sensi limassero le differenze e placassero il divario tra la terrena consistenza e quella divina.
Si delineò un tramonto e sorgendo dalle acque questo si levò ancora, mendace, sulle teste dei santi riscaldandole appena d’un goccio di luce rossastra e pendente, come il sale e l’acqua, sgorgante dalla sue fauci.
Restò fermo sostando solo il tempo di riflettersi sulle onde e ritornò poi a morire nel ventre da cui era stato richiamato.
Piano si spense guardingo, sapeva che non era quella la sua ora, ma la dama scolpita agognava il suo diadema prediletto.
E io lo rividi sai? Lo rividi nelle tue iridi, sotto un orologio bianco, al suono nostalgico del campanile, sopra una distesa immensa di campi acrilici, ancora v


er





di
La festa della mamma fu istituita nel 1914 negli stati Uniti su proposta di
Anna M. Jarvis.
Anna era molto legata alla madre, un'insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton,nel West Virginia.
Dopo la morte della madre, Anna si impegnò inviando lettere a ministri e membri del congresso affinché venisse celebrata una festa nazionale dedicata a tutte le mamme. Questa festa doveva rappresentare un segno d'affetto di tutti nei confronti della propria madre mentre questa era ancora viva.
Grazie alla sua tenacia e determinazione, la prima fest adella mamma fu celebrata a Grafton e l'anno dopo a Filadelfia: era il 10 maggio 1908.
Anna Jarvis scelse come simbolo di questa festa il garofano, fiore preferito dalla madre: rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse.
Nel 1914 il presidente Wilson annunciò la delibera del Congresso per festeggiare questa festa la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri del Paese.
Da quell'anno fu istituito il "Mother's Day".
Oltre agli Stati Uniti questa data è stata adottata da Danimarca, Finlandia, Turchia, Australia e Belgio. In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio , in Argentina la seconda di ottobre ; in Francia la festa della mamma cade l'ultima domenica di maggio ed è celebrata come compleanno della famiglia.
In Italia la Festa della mamma si festeggia la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti.
I simboli di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa, che più di ogni altro fiore rappresenta l'amore e la bellezza e sa testimoniare l'affetto e la riconoscenza dei figli.
Festa della Mamma
*Ode alla vita* Lentamente muore
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita'.
da Poesie d’amore e di vita, 2001
Pablo Neruda
SONO UNA STELLA
Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
che mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.
Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Riciclaggio di Stato" (pag. 58).
'Il 25 settembre 2001 il governo Berlusconi vara il decreto del ministro dell'Economia Giulio Tremonti numero 350 sul rientro dei capitali detenuti all'estero: quelli illegalmente esportati, ma spesso anche illegalmente accumulati. Dietro la definizione di "scudo fiscale" si cela una realtà preoccupante. Chiunque vorrà rimpatriare i capitali parcheggiati oltre frontiera potrà farlo, depositandoli presso una banca italiana, che funge anche da "mediatore": cioè trattiene, per conto dello Stato, una modica cassa del 2,5 per cento e rilascia al cliente una "dichiarazione riservata" di ricevuta. Ma la novità più ghiotta è l'assoluto anonimato garantito a chi compie l'operazione: un regalo che non ha precedenti nella storia delle decine di provvedimenti di condono e amnistia che costellano la storia d'Italia del dopoguerra. Questo "monumento all'evasore ignoto", come lo definisce il senatore Zancan, preoccupa non poco la magistratura, che vede spalancarsi praterie incontrastate per il lavaggio - ormai legalizzato - del denaro sporco. Il procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, parla esplicitamente di "riciclaggio di Stato" e di "ricettazione istituzionalizzata":
'Chiunque abbia accumulato denaro attraverso non solo l'evasione fiscale, ma anche il traffico di droga, di armi, di esseri umani, il sequestro di persona e cosi via, e fino a ieri lo teneva nascosto non potendo giustificarne il possesso, potrà ora riportarlo alla luce, pagando appena il 2,5 per cento, e spenderlo o investirlo come meglio crede. Lo Stato gli garantisce un riciclaggio a prezzi modici e in forma anonima. Il riciclatore ottiene anche una dichiarazione riservata, da esibire in caso di controlli della Guardia di finanza. Ma la nuova legge è anche un formidabile condono fiscale mascherato, e a prezzi stracciati: non vedo cosa potrà impedire a qualsiasi evasore italiano di portarsi all'estero il nero, depositarlo su un conto qualsiasi, e farlo rientrare il giorno dopo con tanto di dichiarazione riservata e pagando il suo bravo 2,5 per cento, anzichè le aliquote previste per i comuni cittadini, che per certe cifre arrivano anche al 50 per cento. Qualsiasi delinquente potrà trasferire all'estero il suo bottino e poi farlo virtuosamente rientrare, pagando una modica somma e liceizzandolo ipso facto. Ma la cosa più grave è che si rischia di innescare un circuito criminogeno. Evasori e altri delinquenti approfitteranno dell'occasione per rifarsi una verginità fiscale e sociale; e subito dopo cominceranno a darsi da fare per evadere e delinquere con rinnovato entusiasmo. In attesa di un nuovo scudo.'
Il governo e la maggioranza giustificano lo "scudo fiscale" con la necessità di "far riemergere il sommerso" e al contempo "riportare denaro fresco in Italia" con notevoli benefici anche per l'erario. Ma alcuni osservatori fanno notare la coincidenza fra il provvedimento e uno dei processi che vedono imputato il presidente del Consiglio, accusato di aver nascosto all'estero oltre 1500 miliardi di lire. Nulla di più che una coincidenza.'
http://www.antoniodipietro.com/2008/03/4_riciclaggio_di_stato.html




A volte mi soffermo a osservare questo mare le onde si avvicinano a me piano piano, e portano tanta serenità ad un cuore solo ,osservo la luna che si va a nascondere dietro una nuvola e lascia una scia di luce che piano piano scompare, rimago sola seduta su questa spiaggia al buio ma nn sono piu sola penso a te 

IL 9 APRILE DEL 1978......DOMANI SAREBBERO 30 ANNI...PROPRIO TRENTA ....IO LI COMPIRO' A DICEMBRE...TU INVECE NON SEI QUI CON NOI A FESTEGGIARE IL TUO COMPLEANNO.....CHE DIRE 4 ANNI SONO PASSATI DA QUELLA MALEDETTA GIORNATA CHE TI A PORTATO IN CIELO....SEI UN ANGELO CHE DA LASSU' VEGLI SU DI NOI...TUTTI QUEI ANNI A RIDERE A GIOCARE A SCHERZARE...TU CERVELLONE IN MATEMATICA....A TE CHE GUSTAVI OGNI MINUTO DELLA TUA VITA CON GIOIA E GRINTA DI VIVERE....NON PASSA MAI GIORNA IN CUI TU NON SEI NEI MIEI PENSIERI ,TU SEI NEL CUORE DI TUTTI COLORO CHE HANNO AVUTO LA FORTUNA DI CONOSCERTI E DI GUSTARE LA TUA VOGLIA DI VIVERE CHE SPRIZZAVA DA OGNI LATO....ERI PROPRIO COSI PIENO DI VITA E PIENO DI VOGLIA DI VIVERE....DIETRO LA TUA FOTO CE SCRITTO:'nessuno muore sulla terra finche vive nel cuore di chi rEsta'.E' LA VERITA' ,,,QUANTO VORREI CHE TUTTI QUELLI CHE HANNO ANCORA LA FORTUNA DI VIVERE IN QUESTA VITA TERRENA ,NON PERDANO TEMPO INUTILE A GIOCARE NELLE FALSITA' E NELLE INUTILI RIPICCHE ,CHE GUSTASSERO LA VITA CHE IL SIGNORE CI STA REGALANDO....CARO AMICO DA QUELLA SERA CHE CI HAI LASCITO ..CI MANCHI E MI MANCHI TANTO...SO CHE TU VEGLI SU DI NOI...QUELLA SERA AVREI VOLUTO PARLARTI COME TU VOLEVI FARLO CON ME ... HANNO PARLATO GLI OCCHI......BUON COPLEANNO PICCOLO GRANDE ANGELO
BYE BYE....E GRAZIE DI ......MA PROPRIO DI TUTTO.....
Mio padre
Sabato, 17
Non certo il tuo compagno Coretti, né Garrone, risponderebbero mai al loro padre come tu hai risposto al tuo questa sera. Enrico! Come è possibile? Tu mi devi giurare che questo non accadrà mai più, fin ch'io viva. Ogni volta che a un rimprovero di tuo padre ti correrà una cattiva risposta alle labbra, pensa a quel giorno, che verrà immancabilmente, quando egli ti chiamerà al suo letto per dirti - Enrico, io ti lascio. - O figliuol mio, quando sentirai la sua voce per l'ultima volta, e anche molto tempo dopo, quando piangerai solo nella sua stanza abbandonata, in mezzo a quei libri ch'egli non aprirà mai più, allora, ricordandoti d'avergli mancato qualche volta di rispetto, ti domanderai tu pure: - Com'è possibile? - Allora capirai che egli è sempre stato il tuo migliore amico, che quando era costretto a punirti, ne soffriva più di te, e che non t'ha mai fatto piangere che per farti del bene; e allora ti pentirai, e bacierai piangendo quel tavolino su cui ha tanto lavorato, su cui s'è logorata la vita per i suoi figliuoli. Ora non capisci: egli ti nasconde tutto di sé fuorché la sua bontà e il suo amore. Tu non lo sai che qualche volta egli è così affranto dalla fatica che crede di non aver più che pochi giorni da vivere, e che in quei momenti non parla che di te, non ha altro affanno in cuore che quello di lasciarti povero e senza protezione! E quante volte, pensando a questo, entra nella tua camera mentre dormi; e sta là col lume in mano a guardarti, e poi fa uno sforzo, e stanco e triste com'è, torna al lavoro! E neppure sai che spesso egli ti cerca e sta con te, perché ha un'amarezza nel cuore, dei dispiaceri che a tutti gli uomini toccano nel mondo, e cerca te come un amico, per confortarsi e dimenticare, e ha bisogno di rifugiarsi nel tuo affetto, per ritrovare la serenità e il coraggio. Pensa dunque che dolore dev'esser per lui quando invece di trovar affetto in te, trova freddezza e irriverenza! Non macchiarti mai più di questa orribile ingratitudine! Pensa che se anche fossi buono come un santo, non potresti mai compensarlo abbastanza di quello che ha fatto e fa continuamente per te. E pensa anche: sulla vita non si può contare: una disgrazia ti potrebbe toglier tuo padre mentre sei ancora ragazzo, fra due anni, fra tre mesi; domani. Ah! povero Enrico mio, come vedresti cambiar tutto intorno a te, allora, come ti parrebbe vuota, desolata la casa, con la tua povera madre vestita di nero! Va', figliuolo; va' da tuo padre: egli è nella sua stanza che lavora: va' in punta di piedi, che non ti senta entrare, va' a metter la fronte sulle sue ginocchia e a dirgli che ti perdoni e ti benedica.
TUA MADRE
Eduardo De Amicis

SE QUESTO E’ UN UOMO
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera.
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa.
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
L'AQUILA - Trema la terra nel centro Italia, sia in Abruzzo che in Molise. Una lieve scossa di terremoto è statainfatti avvertita questa mattina in provincia dell'Aquila. E' stata registrata alle 6,49 con una magnitudo di 2,4 Richter. L'epicentro è stato localizzato tra i comuni di Fossa, Ocre e L'Aquila. Dalle verifiche effettuate dalla Protezione civile non risultano danni a persone o cose. Lieve terremoto anche in provincia di Campobasso. L'epicentro è stato localizzato tra i comuni di San Giovanni in Galdo, Toro e Monacilioni. Dalle verifiche effettuate dalla Protezione civile non risultano danni a persone o cose. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto una magnitudo di 2.5 ed è stato avvertito dalla popolazione
Rose Glitters
L amore non è pretendere, ma Dare dimenticarsi, ma non dimenticare è vivere fuori di sè, pur rimanendo in sè è riservarsi le spine e offrire le rose
Trascorriamo la vita sperando in un domani diverso che non verrà mai.
Accumuliamo denaro e case nella speranza che un giorno queste ricchezze
ci serviranno per vivere meglio, lasciamo passare il tempo
con la convinzione che tutto ciò diventi verità.
Ma la verità è nel nostro presente e non ci accorgiamo degli attimi che da soli
valgono un'intera esistenza per il loro significato.
~ Romano Battaglia da Il fiume della vita ~
Ti ricordi il proverbio indiano...
diceva pressappoco così:
"Ogni volta che vuoi giudicare qualcuno, cammina prima per tre lune nei suoi mocassini."
Dobbiamo diventare dei grandi camminatori non credi?
Camminare, camminare e camminare ancora, uno a fianco dell'altro,
scambiandosi le scarpe, uno nelle scarpe dell'altro.
Camminare pensando al giorno in cui siamo venuti al mondo e a quello in cui ce ne andremo.
Camminare accanto alla fragilità, nella nudità senza toghe, senza indici levati.
Dobbiamo camminare per costruire un mondo la cui base non siano piu' il giudizio
e il pregiudizio, ma l'umiltà e la comprensione
L'origine della Festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.
L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
OGGI LA MIA CARA NONNINA COMPIE 68 ANNI!!!!!!

AUGURI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Una rana stava serenamente sguazzando in un fiume quando ad una sponda si avvicinò uno scorpione. "Devo passare dall'altra parte" disse "ma non so come fare, io non so nuotare e se provo affogherò. Tu potresti aiutarmi trasportandomi sul tuo dorso, te ne sarei molto grato". La rana perplessa rispose: "Ma se io ti lascio salire sul mio dorso tu potresti pungermi ed uccidermi!". Lo scorpione rassicurò la rana: "Non ti preoccupare, perchè dovrei farlo, se ti pungessi morirei anch'io perchè affogheremmo entrambi nel fondo". La rana si sentì rassicurata dalle spiegazioni dello scorpione e lo fece salire. Quando furono a metà del fiume, lo scorpione punse la rana. La rana stupita dal gesto dello scorpione mentre stava affondando insieme a lui trovò la forza di chiedergli: "Ma perchè l'hai fatto adesso moriremo entrambi?" Lo scorpione rispose "Non ho potuto farne a meno, questa è la mia natura".
Quando seguiamo la nostra natura, la nostra strada possiamo non piacere a chi ci sta vicino, ma in fondo se seguiamo veramente la nostra "vera" natura non possiamo sbagliare e non siamo giudicabili (nel bene e nel male), siamo semplicemente così come siamo. Spesso praticando Tai Chi si acquisisce consapevolezza dei propri limiti, di ciò che aggiungiamo o togliamo ai movimenti introducendo una forzatura a ciò che sarebbe molto più semplice e naturale fare. Questo non vuole dire che alla semplice accettazione del proprio modo di essere non debba seguire il tentativo di migliorarsi.


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Io non ho bisogno
Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti... Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi. Alda Merini
CERA UNA VOLTA UNA RAGAZZA CHE DECISE DI SCRIVERE I SENTIMENTI CHE PROVAVA PER UN RAGAZZO.....
VOI VI CHIEDERETE ????ANCHE IO LO FACCIO.....E GIUSTO OPPURE ERRATO SCRIVERE L'AMORE SU UN FOGLIO .....
ADMIN
Lettera al futuro
Una vecchia storia questa qua raccontata già tanti anni fa è una vecchia storia-ma qualcosa ti dirà... erano anche quelli tempi bui tempi in cui soffiava più che mai il cattivo vento di un'orrenda malattia. fu cosi-che il principe pensò-di chiudersi nel suo castello solo con gli amici suoi-fu cosi che lui pensò di rimanere fermo lì fino a che non passerà-quella paura e tutta quella oscurità... nel castello c'era l'allegria-e si stava bene in compagnia si mangiava un po' di tutto si ballava un po'.- e nessuno immaginava mai che potesse giungere anche lì-il cattivo vento che alla fine poi entrò...-scrivo a te queste cose che-sono di un passato che sembra non passare mai-tutto questo scrivo a te che in un futuro nascerai-e chissà come sarà se questo vento-avrà lasciato le città... tutto questo scrivo a te-che in un futuro nascerai e chissà come sarà-se questo vento avrà lasciato le città. io non so che mondo troverai spero solamente che sarai figlio di una nuova e più giusta umanità
EROS RAMAZZOTTI.
admin...
BUON COMPLEANNO......GIULIANA
ti odio e
mi odio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Strano essere qui a macchiare di cuore un foglio bianco
A intrigare la penna nel profondo dell'anima
Sapendo che forse nessuno capirà.
Nessuno che non sia stanco
Nessuno che non esamini
Con un brivido la fragilità
Di questo spirito in agonia
Cenni storici sul découpage
La parola découpage deriva dal francese " découper" che significa "ritagliare" .
Ha origini molto lontane che risalgono addirittura al medioevo, quando strisce di carta acquerellate venivano incollate alle pareti , i monaci usavano questa tecnica per decorare le famosissime miniature dorate.
Conosce una più larga diffusione nella Venezia del XVII secolo, quando diviene in voga come tecnica di imitazione delle lacche orientali cinesi e giapponesi , infatti, dato il costo molto alto e la quantità limitata di questi oggetti, abili mobilieri e artigiani veneziani decisero di imitarli ritagliando o copiando stampe orientali e originali, per poi incollarli su mobili di loro produzione, proteggendole con finiture simili alla lacca.
Nel XVIII secolo la tecnica si diffuse rapidamente in Francia, dove veniva anche chiamata Scriba (da "Arte della scrivania") e dove i personaggi come la stessa Maria Antonietta si dilettavano nell'arte del ritaglio.
La tecnica del découpage si è diffusa e affinata fino a conoscere una grande diffusione nell'800 in Inghilterra con la Print Room, dove le stanze dei ricchi signori dell'età vittoriana , usavano decorare le pareti delle loro case, con stampe e cornici incollate sui muri.
Molto della bellezza degli oggetti decorati con la tecnica del découpage, oltre che alla scelta delle illustrazioni , é strettamente legata all'abilità e alla pazienza con cui vengono eseguiti i ritagli, e naturalmente alla fantasia di chi realizza il lavoro .
Nel XIX secolo, c'è un declino del découpage, ma negli ultimi anni il découpage é ritornato a essere un passatempo molto diffuso e una tecnica apprezzata con cui realizzare molteplici oggetti che alle volte non hanno nulla da invidiare a vere e proprie opere d'arte.
Con la tecnica del découpage si possono decorare svariati tipi di materiali : legno, ceramica, stoffa, cartone, sughero, metallo, si può ridare nuova vita a oggetti che il tempo ha consumato.
http://www.adelinadecoupage.com/
http://www.olddecoupage.com/
http://www.decoupageitalia.eu/
http://decoupage.altervista.org/galleria.html
Un giorno vi raccontero' la mia vita ,quella che sono,ciò che e' dentro al mio cuore,no quello che dice la gente che mi circonda che dice di volermi bene ma che non ci mette niente a passare sul mio cadavere ed a parlare male di me dicendo solo bugie e stupidità.
Se mai quelle persone saranno capace di usare un pc un girno capiranno che questa frase e diretta a loro e alla loro stupidità.
Voglio dirvi una cosa sola crescete.
E a te sopratutto mi fai pena come donna dovresti vergognarti di ciò che emani dalla tua bocca ,ma capita spesso con ignorantelle come te frustrate e senza condegno :
la maschera che porti non nasconde piu la tua vera natura perfida e disgustosa.
Credevo fossi una vera donna ,mi fidavo,ti rispettavo,e rispettavo ciç che eri ,e tu hai distrutto tutto con la tua futile gelosia, gara ad essere migliore,nella vita ogniuno e cio che è,non cio che vuole sembrare per colmare i tuoi illusori istinti benefici,dietro ce solo perfidia,non so se la mia e' pena o rabbia.
Sono stanca di far finta di non capire, di sorridere ,di nascondere tutto quello che subisco da chi circonda questo mio mondo,
Forse tutti sono circondati da sublimi esseri finti e insoddisfatti del loro essere umani,e forse si sentono meglio vomitando addosso a chi gli vuole bene solo bugie e perfidie , solo per colmare il loro vuoto e le loro lacune sentimentali.
Questo baratro in cui mi sono incamminata credendo fosse un girdino fiorito e profumato ha creato una cicatrice profonda nella mia anima.
iMPARATE A NON SEMINARE CATTIVERIA ED EGOISMO .PERCHE IL VOSTRO EGOISMO TOGLIERA' L'ULTIMO SPICCHIO DI ANIMA CHE VI RIMANE............
Admin.
Accogli, o Padre Santo,
Dio eterno e onnipotente.
Accogli questo Anno
che oggi incominciamo.
Sin dal primo giorno,
sin dalle prime ore
desideriamo offrire a Te,
che sei senza inizio,
questo nuovo inizio.
Questa data ci accompagnerà
nel corso di molte ore, giorni,
settimane e mesi.
Giorno dopo giorno
apparirà davanti a ciascuno di noi
come un nuovo frammento del futuro,
che subito dopo cadrà nel passato
così come del passato
fa ora parte l'intero anno trascorso.
L'anno Nuovo appare davanti a noi,
come una grande incognita,
come uno spazio
che dovremo riempire
con un contenuto,
come una prospettiva di avvenimenti
sconosciuti e di decisioni da prendere.
Come una nuova tappa
e un nuovo spazio
della lotta di ogni essere umano
e insieme a livello della famiglia,
della società, delle nazioni:
dell'umanità intera.
Oss. Romano, 2 gennaio 1986
Giovanni Paolo II
Dai il meglio di te...
L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE
augurissimi a tutti buona vigiliaa tutti
questo giorno e il giorno
che ha fatto si che io oggi sono qui a scrivere quii altrimenti io non ci sarei